E-commerce e sostenibilità: piccoli passi odierni per un grande passo futuro

by Telnet Data

Ecommerce e sostenibilità: mano con un albero e mano con un carrello della spesa

I vantaggi dell’e-commerce si scontrano con tutte le precauzioni che stiamo cominciando a prendere per salvaguardare il pianeta Terra. Quali sono i passi già presi e che possiamo ancora prendere per conciliare la comodità con l’urgenza?

Come non ci stancheremo mai di ripetere, l’e-commerce è un mondo pieno di possibilità che ha dato e ha ancora molto da dare. Ci ha fatto scoprire la comodità di ricevere tutto quello che serve il prima possibile e nell’intimità di casa nostra, arrivando a soddisfare piccoli capricci ma anche assolute necessità.

Tutto questo però a discapito di quanto dovrebbe essere a noi più caro, cioè il nostro pianeta, e le tutele che pian piano tutti stanno prendendo per fermare quello che al momento è un declino irreversibile.

Consegne veloci = aumento delle emissioni di CO2

Mentre noi aspettiamo il nostro ordine Amazon con consegna in 24 ore spaparanzati davanti alla televisione, ciò che accade fuori è che le aziende si sono ritrovate a dover acquisire ulteriori mezzi per le consegne veloci, mezzi che vanno ad aumentare le emissioni di CO2 nell’atmosfera e quindi a vanificare quanto si cerca di fare in questo senso.

Considerando che soltanto negli ultimi tempi le auto elettriche stanno prendendo piede, queste non sono ancora una soluzione appetibile, non essendo adatte a lungo chilometraggio giornaliero.

Allargando il quadro però, non sono solo furgoni e camion il problema, ma anche aerei e container. In alcuni parti del mondo i piloti dei maggiori aeroporti hanno più volte protestato a causa degli innumerevoli voli giornalieri dedicati alla sola spedizione di merce. Purtroppo, si sa benissimo quanto gli aerei siano responsabili della maggior parte delle emissioni e quindi è altrettanto chiaro che impatto abbia questa implicazione sulla nostra delicatissima situazione.

Smaltimento degli imballaggi: il pacco di Pandora

Ma non solo inquinamento atmosferico, però: un altro aspetto fondamentale delle consegne online è lo smaltimento degli imballaggi.

Purtroppo, tanto più un prodotto necessita di essere protetto per arrivare integro a destinazione, tanto meno è facile dividere gli imballaggi con cui è arrivato per facilitarne la raccolta differenziata.

Prendiamo l’esempio di una busta di carta imbottita: dall’esterno è teoricamente facile da riciclare. All’interno però le bolle protettive sono quasi sempre incollate alla busta fisica. Questo rende le due parti difficili da staccare e quindi la busta va per questo gettata nell’indifferenziato, consegnando ulteriore plastica all’impossibilità di essere correttamente smaltita e riutilizzata.

Queste sembrano piccolezze, ma non lo sono: lo testimoniano le isole galleggianti di plastica presenti nei nostri oceani. C’è quindi l’impressione che questa battaglia non abbia affatto risoluzione. Invece, per fortuna, si stanno muovendo i primi piccoli passi per un futuro sostenibile.

Trasporti ecologicamente organizzati

Come sempre si comincia dai dettagli che si tende a dare per scontati, specialmente dal lato dei non addetti ai lavori.

Ad esempio, alcune aziende partono proprio dal magazzino, con l’adozione di pannelli solari o fotovoltaici per l’energia elettrica e l’utilizzo di mezzi elettrici per i movimenti di magazzino.

Parlando dell’inquinamento atmosferico, un’altra bella idea è quella di concordare con il cliente la data e l’ora della consegna, così da evitare passaggi multipli e specialmente si è certi che la consegna vada a buon fine. Questa soluzione, oltre ad essere estremamente comoda, è amica della natura, permettendo al corriere di fare solo quel viaggio e anzi organizzare al meglio le consegne nell’arco della giornata.

L’ottimizzazione dei percorsi e della logistica ha fatto moltissimo in questo senso. L’esempio perfetto è quello dell’americana UPS, il cui navigatore dato in dotazione ai corrieri calcola le strade più convenienti dove sia possibile girare solo ed esclusivamente a destra. Questo perché, girando a sinistra, bisogna dare la precedenza o attendere la luce verde al semaforo. Con questa regola, però, non solo l’azienda ha risparmiato milioni di litri di benzina, l’acquisto di ulteriori mezzi e permesso di consegnare più pacchi giornalieri, ma sicuramente ha fatto risparmiare molta CO2.

Oppure, l’azienda Nexive ha adottato una flotta di bici per le consegne di pacchi e buste leggere nelle aree urbane, partecipando ulteriormente alla riduzione dello smog nelle grandi città. Infine, Amazon ha presentato il suo primo veicolo elettrico per le consegne. Attraverso una partnership con la casa automobilistica tedesca Mercedes Benz, Amazon vuole introdurre, nella sola Europa, una flotta di 1800 mezzi elettrici.

Riciclo degli imballi

Per quanto riguarda ciò che viene consegnato, si sta optando sempre di più verso imballaggi realizzati interamente con materiali riciclati o che possano essere trasformati in altro per incentivare il riciclaggio. Alcuni colossi, come Amazon, hanno iniziato ad imporre ai propri venditori l’adozione di pacchi sostenibili, più compatti e anche più facili da aprire. Non solo: le stesse scatole usate per l’imballaggio contengono le indicazioni per smaltirlo al meglio. Il pacco viene anche pensato purché possa essere riutilizzato per un eventuale reso del cliente, senza quindi costringerlo ad utilizzare un altro imballo a questo scopo.

Sempre Nexive ha avuto un’altra bella intuizione: l’azienda usa buste ricavate da carta di pura cellulosa che si gettano interamente nella raccolta differenziata, evitando quindi il problema di dividere le classiche finestrelle in plastica dal resto. Per quanto riguarda i resi, c’è un’altra opzione, stavolta promossa da Ebay: per tutti gli oggetti o i regali non più necessari o indesiderati, questi vengono rimessi in vendita promuovendo quindi il riutilizzo e il riciclo.

Guardare oltre

Rispondere alla domanda “Cosa possiamo ancora fare?” è sicuramente difficile e affatto scontato. I più intransigenti sottolineano come sia sempre meglio preferire l’acquisto “a chilometro zero” per ridurre le emissioni. Per tutti gli altri c’è la vivissima e sincera speranza che con l’avanzare delle tecnologie si possa finalmente fare tutto quello che già facciamo in accordo con la nostra Terra, salvaguardando il futuro nostro e delle prossime generazioni.

I piccoli, forse per alcuni inutili, passi compiuti finora stanno già facendo una differenza non trascurabile. Il minimo impegno, se preso da tutti, può cominciare a contrastare il declino a cui giornalmente assistiamo.

Il Gestionale Data Sell per chi vende o venderà in maniera sostenibile

Abbiamo scritto questo articolo con la speranza di ispirare coloro che stanno pensando ad un debutto online o magari che già vendono su un marketplace a tenere in considerazione la Terra e la battaglia che stiamo compiendo per salvaguardarla.

Il nostro gestionale e-commerce Data Sell è pensato per semplificare ulteriormente la vita di chi vende su più marketplace: è completo di sistema gestione magazzino, gestione delle spedizioni e fatturazione attiva e passiva. Che cosa c’è di meglio di vendere meglio online e salvaguardare la Terra allo stesso momento?

Provalo gratuitamente per 30 giorni! Contattaci per ulteriori informazioni.

Fonti: