Documento di trasporto o DDT: cos’è e come funziona

by Telnet Data

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Il documento di trasporto serve a garantire l’avvenuta movimentazione di una merce. Scopri subito come funziona in modo pratico.

Guardiamo più da vicino il Documento di Trasporto (DDT), una delle prime cose che si impara ad utilizzare in un’azienda che vende online con il proprio sito ecommerce.

Un posto di lavoro dove non solo si aiuta a fare i pacchi in consegna ma anche ci si impegna alla redazione ed emissione del DDT.

Abbiamo capito che è un documento sia fiscale che amministrativo dalle molteplici sfaccettature.

Alle domande: come si compila? Cosa sono le causali? E la tentata vendita cosa significa? E la merce in conto vendita?

Scopriamolo insieme in questo articolo.

Indice

Dalla bolla accompagnatoria al DDT

Il DPR n. 627 del 1978 sanciva l’obbligo di emettere il documento di accompagnamento dei beni viaggianti, la cosiddetta bolla di accompagnamento o bolla accompagnatoria.

Il suo scopo era quello di avere una precisa conoscenza sulla circolazione e localizzazione dei beni.

Successivamente, il DPR n. 472 del 1996 ha soppresso l’obbligo della bolla di accompagnamento delle merci viaggianti ed ha introdotto il nuovo Documento di Trasporto, conosciuto più semplicemente come DDT.

Possiamo notare che la sua funzionalità è la stessa della vecchia bolla accompagnatoria.

Il Documento di Trasporto: che cos’è e chi lo emette?

Il DDT, chiamato anche bolla di trasporto, è un vero e proprio documento, che permette ed attesta il movimento della merce. Infatti, per un qualsiasi spostamento del bene è necessario che il mittente, ovvero il cedente (venditore, azienda o altro soggetto avente P.Iva) emetta il DDT. 

E’ ovvio che senza la compilazione del DDT  il prodotto non può né uscire dal magazzino nè essere spedito. Per di più, la redazione del DDT diventa il testo basilare, che conferisce ufficialità ai fini fiscali, amministrativi e che fornisce tutela ed assistenza in caso di smarrimento o mancata consegna. 

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Quando e come si emette il documento di trasporto

È in vigore l’obbligo di emettere per tutte tipologie di beni il Documento di Trasporto prima della consegna diretta o della spedizione con un vettore.

Quindi, di norma, il DDT accompagna la merce. Tuttavia, non è obbligatorio sia presente nel momento del trasporto. Infatti, è possibile inviare il Documento di Trasporto al cliente via email, PEC o fax entro lo stesso giorno della spedizione.

Allo stesso modo, anche nel caso di emissione DDT in formato elettronico va rispettata la trasmissione in giornata.

La prassi indica di emettere 2 copie del Documento di Trasporto: una per il cedente (mittente) e per il cessionario (destinatario). Invece, quando è presente il trasportatore, le copie da emettere sono 3: una per il venditore, una per il vettore e la terza per l‘acquirente.

Il regolamento nazionale in termini fiscali riguardante l’emissione del DDT consente di scegliere tra 2 modalità:

  • fattura immediata

(si caratterizza per la sua velocità di consegna o spedizione, che deve effettuarsi entro le 24 ore della vendita)

(si distingue per la sua flessibilità di consegna o spedizione al cliente, a cui si emetterà una sola fattura che racchiude tutte le consegne effettuate nel mese. Ed è possibile emettere questa fattura, chiamata anche “riepilogativa”, entro il 15 del mese successivo all’acquisto).

Come fare la conservazione del DDT

Come tutti i documenti fiscali relativi soggetti aventi Partita Iva, anche la conservazione del DDT è obbligatoria.

Il Decreto MEF del 17/06/2014 e specificato all’art. 2220 del Codice Civile hanno confermato che la durata della conservazione in formato cartaceo o elettronico è di 10 anni. Questo documento rilasciato in duplice copia va conservato non solo dal venditore ma anche dall’ acquirente.

Per di più, stando alle indicazioni della circolare del 11/10/1996 n°. 249 del Min. Finanze in materia di custodia dei documenti, c’è la possibilità di affidarsi alla conservazione digitale. Questo è stato un passo cruciale che ha agevolato e sta alleggerendo a livello sostanziale il lavoro, soprattutto in termini di tempo.

Come compilare il DDT?

La merce è in ordine nel magazzino, pronta alla spedizione. Finalmente possiamo dedicarci alla compilazione del Documento di Trasporto.

Quali sono i dati obbligatori del DDT?

Ai sensi dell’art. 1 del DPR n°. 472/96, per attestare la validità del DTT i capisaldi obbligatori sono:

  • il numero progressivo del documento;
  • la data di emissione;
  • la generalità dei soggetti inclusi:
  1. mittente (nome e cognome, ragione sociale, Partita Iva);
  2. destinatario (nome e cognome o  ragione sociale, Partita Iva e indirizzo di consegna);
  3. indicazioni personali del vettore (nome ditta di trasportI);
    • la data di spedizione;
    • la descrizione della merce e quantità;
    • la data di spedizione,
  • la causale

Altre informazioni facoltative ma non obbligatorie sono:

  • numero dei colli;
  • il peso della merce;
  • il prezzo della merce;
  • indicazioni sul tipo di imballaggio (bancali in legno, scatoloni in cartone o in plastica);
  • informazioni utili per il trasporto;
  • banca di riferimento;
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Causali DDT: quali sono?

Entrando più nello specifico in materia della compilazione del documento di trasporto va posta una particolare attenzione alla causale DDT. La ragione sta nel fatto che è necessario spiegare il motivo della operazione commerciale.

Alla voce causale le principali sono:

  • Vendita

(utilizzata per la spedizione di merce al cliente);

  • Conto visione

(quando la merce viene trasportata dal cliente per essere visionata ma solo in un secondo momento verrà acquista oppure essere restituita al mittente. Nel caso in il cliente apprezzi i beni e li acquisti si parla di: vendita in conto visione con riserva di gradimento.);

  • Conto deposito

(quando la merce viene trasferita  in un altro luogo, come un magazzino o negozio dove resta in custodia);

  • Conto vendita

(questa casistica si manifesta quando l’esercente chiede ad un trasportatore di spedire la merce ad un rivenditore, che si occuperà della promozione e vendita dei prodotti. In questo caso, la transazione si effettuerà solo in un secondo momento, ossia nel momento in cui la merce viene acquistata. Il tempo per concludere questa operazione commerciale di vendita dei beni è di 1 anno. Se non si conclude lo smaltimento totale della merce, il restante verrà reso all’esercente.);

  • Tentata vendita

(questa casistica si presenta quando il venditore carica sul proprio mezzo una serie di prodotti e si dirige verso i potenziali clienti con l’intento di vendere.

Quando è avvenuta la vendita totale o parziale della merce, si può optare tra l’emissione della fattura immediata con la redazione di una nota di vendita, oppure si può scegliere l’emissione della fattura differita con la redazione di una nota di consegna);

  • Prestito d’uso

(la merce viene spedita al destinatario non per la vendita ma per poter essere utilizzata per un lasso di tempo definito.);

  • Conto lavorazione

(la merce viene inviata al destinatario per essere lavorata, rimanendo però di proprietà del mittente. Una volta terminata lavorazione che la merce sia rimodellata, perfezionata o diventata un prodotto finito viene riconsegnata alla sede di partenza.);

  • Omaggio 

(questa casistica si verifica quando il mittente invia della merce in omaggio: ad esempio, per sponsorizzare prodotti campioni destinati alla loro futura commercializzazione. Questa modalità si chiama anche cessione gratuita ma non è affatto esente dall’applicazione dell’IVA per evitare di approfittarne.);

  • Riparazione o riparazione in garanzia

(questa casistica si presenta quando la merce difettosa. Va indicato se si tratta di una riparazione in garanzia o no. Nel caso non sia coperta da garanzia si emette una fattura per l’intervento di riparazione.);

  • Reso

(quando i beni in consegna arrivati a destinazione ma hanno difetti, che impediscono sia il funzionamento che la riparazione. La soluzione è la restituzione dell’importo al cliente nella sua totalità o in forma parziale facendo un abbuono, ovvero uno sconto sulla fattura a causa dei difetti emersi. E per la registrazione dell’abbuono è necessario emettere una nota di credito); 

  • Reso per accredito

(quando i beni consegnati vengono restituiti al mittente e il destinatario chiede un rimborso. Anche in questo caso di reso, si dovrà emette una nota di credito);

  • Reso per sostituzione

(quando la merce ritorna al mittente e viene spedita quella alternativa in sostituzione.).

Dopo questa panoramica abbiamo compreso che il DDT si modula a seconda delle esigenze: non è detto che la merce in consegna sia  finalizzata ad una vendita, ma può essere depositata in un altro luogo, trasferita in una sede per la lavorazione oppure spedita per promuovere la distribuzione di nuovi prodotti informatici.

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Trasporto merci senza DDT: le sanzioni

Il Documento di trasporto è obbligatorio per il trasporto merce inserito nel pacco. Le copie da emettere sono 2 e devono essere disponibili in caso di controlli.

  • Se il trasporto viene effettuato senza DDT, scatta la sanzione per illecito, la cui somma oscilla tra i 2000 ai 6.000 euro.

  • Se il DDT è stato emesso ma il veicolo trasporta la merce senza DDT, la sanzione si aggira tra i 500 e i 1.500 euro.
    Dopo il controllo della Guardia di Finanza per evitare il pagamento della multa
    entro 60 giorni è possibile presentare il DDT conforme alla normativa. Quindi, se la regolarità del trasporto viene accertata la multa sarà minore. Nel caso in cui il documento sia falso, il veicolo del trasportatore resterà fermo da 1 a 3 mesi.

 

Conclusioni

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In Telnet Data ci siamo focalizzati su tutti i punti riguardanti la gestione della consegna e della spedizione dei prodotti: dalla ricezione dell’ordine, elaborazione dati, emissione del DDT, all’evasione dell’ordine e alla sua spedizione.

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